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Maria, io esco! Vado a buttare via il copione dell’infelicità

rigantur mentes

Meditazione sul Vangelo

della IV domenica del T.O. anno A

29 gennaio 2017

Mt 5,1-12

L’uomo civile

ha barattato una parte della sua possibilità di felicità

per un po’ di sicurezza.

S. Freud

«Io sono carico di dolore perché mi manca un confidente», non è l’intervento struggente dell’ennesimo giovane disperato di un programma di Maria De Filippi, ma la confessione di un’anima, poco prima del suicidio, contenuta in un antico papiro egizio (Berlino 7024).

papiro-animaIl dolore ce lo portiamo dentro e a volte perdiamo pure la segreta speranza di trovare qualcuno con cui condividerlo. «A chi parlerò oggi?», si chiedeva quell’anima, e forse, come ha scritto Galimberti, l’infelicità comincia proprio nei paraggi di quei deserti dove non si trova risposta a questa domanda.

A volte per cercare la felicità andiamo lontano, pensiamo che la soluzione sia partire, abbandonare, tagliare, come il protagonista del film Into the wild

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#AIUTO

AIUTO: l’angelo come aiuto particolare di Dio … per me

Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano. Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro. Rinunciarvi è folle, sempre e comunque. Erri De Luca

E’ da sapere che il termine «angelo» denota l’ufficio, non la natura.

A essi vengono attribuiti nomi particolari, perché anche dal modo di chiamarli appaia quale tipo di ministero è loro affidato. Ma quando vengono a noi per qualche missione, prendono anche il nome dall’ufficio che esercitano.

Così Michele significa: Chi è come Dio?, Gabriele: Fortezza di Dio, e Raffaele: Medicina di Dio.

Quando deve compiersi qualcosa che richiede grande coraggio e forza, si dice che è mandato Michele, perché si possa comprendere, dall’azione e dal nome, che nessuno può agire come Dio.

A Maria è mandato Gabriele, che è chiamato Fortezza di Dio; egli veniva ad annunziare colui che si degnò di apparire nell’umiltà per debellare le potenze maligne dell’aria. Doveva dunque essere annunziato da «Fortezza di Dio» colui che veniva quale Signore degli eserciti e forte guerriero.

Raffaele significa Medicina di Dio. Egli infatti toccò gli occhi di Tobia, quasi in atto di medicarli, e dissipò le tenebre della sua cecità. Fu giusto dunque che venisse chiamato «Medicina di Dio» colui che venne inviato a operare guarigioni.

San Gregorio Magno

Oggi abbiamo un aiuto particolare da parte di Dio ricordando la Festa dei santi Michele, Gabriele, Raffaele

Con Gabriele Dio c’invia dei messaggi; cosa pensa Dio di me e della mia vita?

Con Raffaele ci accompagna nel cammino e ci guarisce: da quale ferita voglio essere curato?

Con Michele combatte per noi. Signore aiutami nella mia lotta quotidiana nella ricerca della pace del cuore contro la negatività che mi succhia energie …